Lasciar andare 

Nell’aria iniziata a farsi sentire, sempre più forte, quella tristezza da fine anno che crea malinconia e occhi lucidi. Ancora poco tempo e i nostri “grandoni” ci saluteranno per andare alle scuole elementari. 

Tra loro c’è chi è arrivato al primo anno di nido, chi alla sezione primavera e qualcuno al primo anno di scuola dell’infanzia. È stato un anno importante, ricco di novità, momenti speciali condivisi insieme e come ogni vero cambiamento che si rispetti servirà tempo per abituarci a non avere più tra i piedi questi grandi che, con il tempo, sono diventati davvero autonomi, indipendenti e senza dubbio parte di noi.
Oggi alcuni di loro sono usciti prima per fare visita alla suola primaria e uno di loro, con occhioni dolci e speranzoso in una mia risposta diversa, mi ha chiesto se avere delle maestre nuove vuol dire che non avrà più quelle vecchie, cioè “voi”.
Dopo anni a stretto contatto con i bambini ho capito per l’ennesima volta che non mi abituerò mai a doverli “lasciar andare”.
Lavoro tutti giorni su me stessa con questo lasciar andare tanto difficile. Ognuno di noi si porta dentro di se qualcosa che ha bisogno di lasciar andare, persone, amori, rancori e  situazioni. Qualsiasi cosa io abbia lasciato andare mi ha fatto solo stare meglio e ringrazio per questo. 

Ma i bambini… sono l’esercizio davvero più difficile. 

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Risolvere il problema

Capita spesso, forse sarebbe meglio dire mooooolto spesso, che i bambini, litigando, non riescano a risolvere da soli la questione tanto importante al punto da correre da noi adulti per ogni piccola cosa. Compito nostro proprio quello di ascoltare e cercare di comprendere il nocciolo della questione. A volte però, soprattutto quando i bambini sono più grandicelli e l’imminente inizio delle scuole elementarisi si inizia a sentire, serve secondo me, dare una piccola “mano” cercando di farli fare più da soli possibile. Questo non vuol dire lasciarli liberi di litigare e azzuffarsi quando vogliono ma permettere loro di non avere sempre qualcuno pronto ad intervenire e cavarsela da soli. 

Così, dopo aver chiesto ai due bambini di mettersi in disparte rispetto al gruppo e sedersi per parlare da soli dell’accaduto, mi sento rispondere: “Stella abbiamo quasi risolto il problema, ci manca solo una parola!”

Quanto sono stata felice di aver colto l’occasione giusta per lanciare un segnale che sarà fondamentale da grandi: cavarsela da soli. Sempre sotto la nostra attenzione ma con la consapevolezza che anche da bambini si hanno tutte le carte in regola per affrontare quello che al momento sembra un grandissimo problema. Che si tratti di una macchinina colorata o altro. 

(…)

(…) è una stellina molto fortunata, ha una famiglia che le vuole bene, una casa calda e accogliente e tantissimi amici con cui divertirsi fino a farsi venire un gran mal di pancia a forza di ridere.

Ma la cosa che rende più serena la piccola stellina é sapere di avere al proprio fianco il suo più caro amico. Con lui ha fatto tutto quello che desiderava, si è divertita, ha giocato, ha fatto tantissimi bellissimi viaggi lungo il cielo infinito del giorno e della notte; insieme hanno costruito anche una casetta, tutta per loro.

Un bel giorno però qualcosa iniziò a cambiare. (…) e il suo più caro amico iniziarono a litigare, nessuno rideva più, smisero anche di fare i loro bellissimi viaggi, forse entrambi avevano altro a cui pensare. Ma la cosa più terribile è che decisero di andare a vivere in due case separate.

Da quel giorno tutto sembrava buio per (…), la sua luce si era improvvisamente spenta. I giorni trascorsero veloci ma di tornare a ridere insieme non se ne parlava proprio. La piccola stellina iniziò, dopo un periodo triste e malinconico, a crearsi nuovi amici, riprese a fare meravigliosi viaggi e piano piano cominciò a brillare di nuovo, senza bisogno di avere qualcuno sempre al suo fianco.

Ora (…)  non è più arrabbiata, ride di nuovo e ringrazia perché ha avuto la fortuna di avere con se per un lungo periodo l’amico migliore che poteva desiderare in quel momento. Non lo dimenticherà mai. Resterà sempre nel suo cuore e avrà sempre uno speciale luccichio negli occhi ogni volta che penserà a lui.

Ma di una cosa è certa: il cielo è talmente grande e infinito che presto qualcuno si accorgerà di quanto brilli questa piccola e dolce stellina. E quando meno se lo aspetterà troverà un grande nuovo amico. Chissà… magari uno davvero molto speciale.

Una sera camminavo immersa in mille pensieri e improvvisamente ho immaginato a questa storia. L’ho scritta così, senza tante correzioni o modifiche, solo spinta da una luce particolare.

Serve un nome però a questa Stellina. Chissà…