Quando un abbraccio valeva tutto. 

In asilo le giornate passano veloci, il clima poco invernale di questi giorni ci permette di stare in giardino per un bel po’ di tempo e godere del sole caldo del pomeriggio. Io, nei momenti di tranquillità, quando tutti giocano a rincorrersi, quando propongono un improbabile ” Lupo mangia funghi” o creano delicati castelli di sassi, osservo e resto a guardare le diverse vicissitudini in attesa del primo ferito da giardino o che qualcuno abbia voglia di mettersi vicino a me e parlare di argomenti più o meno profondi. Osservo come giocano, come parlano, come si comportano e non manca mai il ” Stai attento” o ” Non mi piace sentire quella brutta parola”… Ma i bambini di bello hanno proprio la spontaneità. Non fanno calcoli. Dicono quello che pensano, quando vogliono e come meglio credono. Non si preoccupano se le loro parole possono ferire o deludere l’amico del cuore. In effetti loro non sbagliano. Sono sinceri e me li voglio godere prima che la mente faccia subentrare nella loro vita la malvagità, la cattiveria, la rabbia e le parole che mirano a ferire tipiche delle persone adulte.

Perché se è vero che un bambino puòinsegnare sempre tre cose ad un adulto, come dice Coelho, c’è una cosa che forse i bambini non sanno. Arriverà il giorno che feriranno volontariamente qualcuno e il tempo del ” Datevi un abbraccio e fate la pace” sarà finito.

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