L’ambientamento secondo me.

Si parla di inserimento quando un bambino inizia il suo percorso in una struttura, nido o scuola dell’infanzia che sia. In realtà, lo ripeto dopo averlo sentito ad un interessante corso di aggiornamento, non si dice “inserimento” ma “ambientamento”. In effetti il termine ambientamento si avvicina di più quello che il bambino dovrà affrontare.
Ci sono varie teorie a proposito.
La prima é quella che prevede un periodo lungo anche più di 3 settimane, prima di avere una giornata intera del bambino in asilo. La seconda, al contrario, prevede un distacco molto più veloce e ” brusco”, spesso con permanenza in asilo da solo a partire dal secondo giorno.
Io sono contraria ad entrambe le soluzioni. Le trovo sbagliate e non adatte al periodo difficile che deve affrontare il bambino e il genitore.
Al giorno d’oggi, nella maggior parte delle famiglie, lavorano sia la mamma che il papà quindi non sempre é facile organizzarsi per l’inizio dell’asilo.
A mio avviso ogni struttura, se organizzata e pronta ad accogliere bambini, deve sapersi “adeguare” e “relazionare” alle esigenze di ogni singolo bambino e famiglia. Il distacco brusco, dopo un solo giorno di ambientamento, non aiuta il bambino a inserirsi al meglio e tantomeno avrà voglia di tornare il giorno dopo.
Generalmente io chiedo alle mamme o a chi si occuperà dell’ambientamento circa due settimane di disponibilità. Inizio sempre con tre giorni di permanenza in asilo della mamma e del bambino che insieme giocano e si muovano liberamente. Dal terzo giorno chiedo comunque alla mamma di darmi una mano e cercare di staccarsi dal gioco del bambino, anche solo sedersi dall’altro lato della stanza o almeno spostarsi dalla visuale diretta del bambino. Ovviamente MAI scappare di nascosto e dire sempre al bambino quello che la mamma ha intenzione di fare. Il giorno dopo inizia il vero distacco. La mamma resta in asilo per poco tempo e dice al bambino che andrà via per un tot di tempo e che tornerà a prenderlo. A questo punto non tutti reagiscono bene e a volta qualcuno piange ma quando la mamma é sicura di quello che fa e si dimostra serena il bambino lo sarà di conseguenza.
Ci sono bambini che dopo tre giorni sono sereni e man mano che passa il tempo aumentano la loro permanenza in asilo fino ad arrivare alla merenda del pomeriggio e poi al comiato della sera. Altri invece hanno bisogno di più tempo, ma non posso pensare di far fare a tutti lo stesso percorso.
Basta pensare a quanto noi adulti impieghiamo ad adattarci ad una situazione. Non tutti sono pronti ai cambiamenti e a volte serve più tempo e pazienza.
Resto ferma e convinta dell’idea che ogni bambino ha bisogno del proprio tempo e che solo un ambientamento fatto bene possa garantire una migliore permanenza in asilo.
Per quando riguarda il bambino che piange la mattina ho scritto un post con qualche consiglio.
A prestissimo!

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Un pensiero su “L’ambientamento secondo me.

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