A 3 anni si può avere un brutto carattere?!

Nel mio lavoro, a stretto contatto con i bambini ogni giorno, mi devo confrontare con diversi caratteri. Spesso dolci, affettuosi, gentili, disponibili e sorridenti ma, a volte, anche scontrosi, arroganti, prepotenti e più difficili.
Non ne faccio una mia dote, ma sicuramente una mia fortuna quella di riuscire a trovare una particolarità di ogni singolo bambino fin dai primi momenti insieme. Difficilmente mi sbaglio ed é bello, con il tempo, vedere se mi sbagliavo o meno.
Finché il bambino é di “buon carattere” va tutto bene. Ride, gioca, ti dimostra il suo affetto con baci e carezze ed é facile affrontare una giornata insieme. Le cose cambiano quando il carattere del bambino non aiuta PER NIENTE le diverse ore da passare insieme. Una cosa realmente difficile da affrontare, uno di quei lati del carattere che ti portano al limite, ti fanno sudare e anche il più piccolo dei gesti, come quello di raccogliere una forchetta caduta a terra, diventa una missione, é quando un bambino MI SFIDA.
Abbiamo tutti giornate no. Quelle che iniziano con il piede sbagliato fuori dal letto. Con la luna non storta ma girata al contrario. A me capitano queste giornate e da adulta so gestire le mie emozioni quando sono a contatto con gli altri. i bambini no
I bambini dicono e fanno quello che vogliono quando vogliono senza freni. Si svegliano con la luna storta, restano storti per tutta la giornata.
Sono arrabbiati e nervosi per qualcosa, ci metto mezza giornata per strappare un momento di calma. Eventi rari ma capitano e vanno affrontati. Ma a volte, e ne ho giusto un paio di bimbi così, non hanno la luna storta ma hanno proprio un carattere difficile da gestire.
Due bambini sorridenti, sempre allegri ma con quel vizio di “sfidare” la parola dell adulto.
Vuole un gioco che ha il compagno, va e se lo prende senza se e senza ma. Gli viene spiegato che i giochi non si strappano dalle mani, che lo stava usando l’amico e va restituito ma niente. Ti guarda e ride.
A tavola butta il pane a terra e gli viene spiegato il perché non va lanciato ma niente lui continua.
Ogni giorno una sfida. Ogni momento una sfida.
Poi arriva la tata a prenderlo, corre verso di me, mi saluta con la manina, un abbraccio, un bacio e mi chiede “Sei felice oggi di me?!”
E io?! Cosa dovrei dire?!

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