La vera storia del pozzo magico.

In una notte insonne, trascorsa pensando a come andrà avanti tutto ciò che mi circonda, rispolvero il mio sogno nel cassetto: pubblicare questa storia per bambini. Perché, a volte, i miracoli possono accadere. Almeno spero. 

LA VERA STORIA DEL POZZO MAGICO  Ai piedi delle bellissime Mura di Città Alta, c’è un asilo pieno di bambini. Chi gioca a calcio in giardino, chi dipinge sporcandosi le mani, chi dorme al piano di sopra, chi scava buche talmente profonde, che ci potrebbe cadere qualche piccolo. Chi raccoglie lumachine che il freddo dell’inverno ha seccato, chi prepara la tavola con sassi e foglie, chi guarda le tartarughe dalla siepe, chi legge un libro insieme alla maestra e chi, invece, se ne sta seduto in paziente attesa della mamma.

“Forza bimbi sistemare, é ora della merenda!” grida forte la maestra che si chiama Stella.
Dopo aver messo a posto il giardino, i bambini si siedono su bellissime sedie colorate, disposte a mezza luna all’ombra di una grossa pianta, litigando unpo’ per l’amico da aver accanto.
“Voglio il pane per favore!”
“Voglio la mela per favore!”,
” Posso il biscotto maestra?”,
“Io voglio solo acqua!”
I bambini gridano tutti insieme, fanno un po’ di confusione, ma la maestra non se ne dispiace affatto.
Finita la merenda, come tutti i pomeriggi, la maestra Stella organizza il gioco del POZZO MAGICO.
I bambini non aspettano altro che questo momento. Prima di andare a casa con la mamma ormai sanno che li aspetta questo gioco speciale, magico e divertente
Sono tutti pronti, seduti in cerchio, con le gambe incrociate. Nell’aria c’è un brivido di allegra eccitazione. La maestra ripete le regole per chi se ne fosse dimenticato:
” Bocca chiusa e orecchie aperte, mi raccomando! E poi, tutti a vedere cosa esce oggi dal pozzo magico!”.
Gli occhi dei bambini, luccicanti di aspettativa, fissano le mani della maestra che, con un cucchiaio di legno che non c’è, mescola il pozzo che loro hanno creato stando in cerchio.
I bambini sperano di veder comparire un pezzo di cioccolato, una caramella o forse un gelato, ma questa volta il pozzo non li accontenta e alla prima mescolata è la canzone del pesciolino a saltare fuori. Dopo un primo momento di perplessità ne sono, comunque, felici tutti.
Alla seconda mescolata, dal pozzo esce una banana avanzata dalla merenda: si divide e si mangia insieme.
Alla terza mescolata spunta una chiave. I bimbi sono incuriositi, si chiedono da dove arriva e cosa apre. Nel frattempo la maestra Stella mescola,mescola ancora e in fondo al pozzo, trova un libro. I bambini sono contenti, a loro piace leggere fiabe e imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. La vera sorpresa stavolta è nel titolo. In giardino regna il silenzio, ormai i bambini non sono più in cerchio, si sono avvicinati a Stella, chi si siede sopra le sue gambe, chi le tocca i capelli, chi si sdraia a fianco, chi gioca con i sassi, ma tutti hanno la stessa domanda da rivolgere.
“Come si chiama questa storia Stella?!”
La maestra li guarda e finalmente decide di non tenerli più col fiato sospeso:
” Questo libro cari bambini, lo dedico a voi, con la speranza che, con il tempo, voi possiate ricordarvi di me, dei bellissimi momenti che abbiamo passato insieme e del bene che vi voglio”.
Il titolo del libri è…
I bambini zitti zitti…
“LA VERA STORIA DEL POZZO MAGICO”, dice la maestra.
E allora tutti ridono, saltano, battono le mani felici mentre Stella aggiunge: “ Il libro parla di voi…”.
Cominciamo:
C’era una volta un bambino/ una bambina che si chiamava ………………., aveva i capelli ………., gli occhi……….. e aveva ………..anni.
Dal pozzo magico questo bambino, tirava fuori:
•Una tartaruga
•Una manina colorata
•Un mantello
•Un paio di pinne blu
•Un palloncino giallo
•Un pappagallino verde
•Un fiore rosso
•Un pipistrellino
•Una caramella a strisce
•Un biscotto a forma di omino
•Un coniglietto bianco
Cosa hai tirato fuori tu oggi?
…dai disegnalo, lo facciamo insieme, e poi lo attacchiamo al frigorifero: ci ricorderà che da qualche parte nel mondo esiste un pozzo magico da cui possono uscire cose meravigliose!

Questa fiaba è coperta da copyright

Questa storia (vera) nasce da un momento di gioco che ho con i bambini tutti i giorni. Può essere un’idea per mamma e papà che decidono di riproporla ai propri bambini.

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