Giorni di saluti.

A fine anno sono sempre malinconica. Per me e tutte quelle che fanno il mio lavoro la fine corrisponde al mese di giugno e luglio. Il capodanno non è il primo gennaio ma il primo settembre quando si ritorna al lavoro dopo le vacanze.
In questo periodo mi divido in due. Da una parte la Stella che non vede l’ora di chiudere l’asilo e partire per le tanto attese vacanze e dall’altra quella che deve salutare i bambini che finiscono l’anno e che purtroppo non torneranno a settembre.
Ieri una mia bimba ci ha salutato, proprio come fanno i bambini, senza la tristezza che avevo io, senza capire effettivamente che dopo le sue vacanze avrà altri compagni, altre maestre e che tutto sarà diverso. Magari sarà migliore, anzi le auguro proprio che sia così.
Mi ha salutato dandomi un forte abbraccio e un bacio come fa tutti i giorni da quattro anni. Ho trattenuto le lacrime a stento.
Forse per una persona sensibile e dalla lacrima facile come me non va bene lavorare con i bambini. Li vedo crescere, li amo tanto, se ne vanno e diventano grandi.
Ma è giusto così.

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