Il mio lavoro dei sogni

Quando ero bambina, come tante altre credo, pensavo al mio futuro, a chi sarei diventata e cosa avrei fatto per poter essere indipendente e guadagnarmi da vivere. Alt! Forse devo riformulare la frase: quando ero bambina, come tante altre credo, sognavo di fare la veterinaria, poi la dottoressa dei bambini( cosa chiaramente impossibile visti i lunghi anni di studio che mi sono risparmiata!), poi l’addestratrice di delfini, poi la modella ( idea senza dubbio messa da parte, anzi, neanche presa in considerazione vista la mia altezza, o bassezza vedete voi), poi la ballerina ( ho sempre amato ballare, ho fatto danza moderna fino ai 13 anni poi ho lasciato perdere, la mia vena pigra ha vinto su quella che era la mia passione, lasciando spazio a nuoto, ginnastiche in acqua, palestra e pilates, anche se la mia
Media di attività fisica è circa di un’ora la settimana!!).
Con il tempo, crescendo e iniziando a pensare più SERIAMENTE al mio futuro, ho capito e deciso che avrei lavorato nel sociale. Volevo fare l’assistente sociale, lavorare con i tossicodipendenti nelle comunità o in carcere con persone bisognose di aiuto. La mia passione e voglia di stare con bambini è sempre stata molto forte, ma non pensavo a questo come un lavoro vero. Ho sempre pensato che stare con bambini volesse dire solo giocare, far passare il tempo magari con fogli e pennarelli senza davvero approfondire. ( Idea senza dubbio capovolta da quando lavoro con loro!!!!!).
Ero brava a stare con bambini, ho iniziato a fare la baby sitter che avevo 14 anni, mi veniva naturale, sono sempre stata responsabile e i bambini sono sempre stati bene, allo stesso tempo io mi divertivo con loro. Dopo la maturità mando i primi curriculum in asilo nido, sperando di fare qualche ora qua e la tra una lezione di università e l’altra. Inizio così a lavorare, a farmi le prime esperienze in un vero asilo nido, ma non qualche ora qua e la, ma 8 ore al giorno, con Bambini da 3 mesi a 3 anni e la mia vita cambia, o meglio dire, prende una strada precisa. Capisco che non posso fare altro nella vita, io voglio stare con i bambini, giocare con loro e fare tutte le altre cose che la routine della nostra giornata ci porta a fare insieme. Sono tante le cose che voglio fare, che vorrei poter fare e avere il coraggio di fare, avere un nido mio, fare davvero le cose come si devono, non senza impegno e sacrificio.
Ho solo il rimpianto di aver lasciato l’università. Finivo tardi la sera, ero stanca, i bambini mi impegnavano tutto il giorno e non avevo la forza e forse neanche la voglia di mettermi a studiare il fine settimana o la sera. Senza contare che poco dopo sono andata a convivere quindi altre responsabilità.
Ora, con il senno di poi, avrei fatto diversamente. Non cancello i miei desideri, la mia passione, la voglia anche di fare altro. Vorrei poter lavorare sempre con i bambini, al nido, nelle comunità, ovunque, basta stare con loro. Non so fare altro e spero di continuare a farlo, per sempre.
Stella

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