Prima settimana di inserimenti

Dopo una settimana di ambientamento per i bimbi nuovi del mio asilo lo posso dire: è andata bene. Incrocio le dita per la prossima settimana ma l’impatto iniziale è andato bene. Dei miei 5 bambini nuovi di 3 anni, quattro si sono fermati per pranzo già da giovedì. Il maschietto mi ha sorpreso molto; sempre attaccato alla mamma nei primi giorni e dopo un pianto di 2 minuti al distacco si è dimostrato un bimbo divertente, socievole, gentile e pronto a giocare senza musi lunghi. La bimba che invece, inizialmente si è presentata come autonoma, senza particolare attenzione alla presenza della mamma, ha avuto una piccola crisi di pianto proprio venerdì e senza sforzare nessuno ho chiamato la mamma che è venuta a riprenderla. La bimba invece che ho catalogato inizialmente come un po’ ‘casinista’ invece, senza la mamma, ha tirato fuori il carattere più dolce, anche se ancora alcune regole proprio non le vuole neanche sentire ma va bene così.
Ho fatto molti inserimenti in questi anni e ora basta poco per capire certi piccoli dettagli che possono aiutare o meno un bambino e la sua mamma. A volte l’inserimento andrebbe fatto alle mamme, che faticano a staccarsi dal bimbo, anche quando lui o lei dimostra di voler stare con gli altri bambini.
La cosa più importante è stare sereni e tranquilli. I bimbi in compagnia di amichetti e maestra non può che stare bene. Inizialmente può essere difficile, sopratutto fidarsi di una maestra che non si conosce.
Fosse per me, organizzerei incontri tra educatrice e mamma prima dell’inizio dell’asilo, solo per loro due, per conoscersi e cercare di arrivare più preparati al primo giorno. Non in estate organizziamo giornate in Asilo con mamma e bambino ma comunque insieme e la mia attenzione cade sempre sul bambino ovviamente.
La prima cosa che cercò di far capire alle mie mamme è che a me, non piace avere un bimbo che piange tutto il giorno, che implora la mamma e si aggrappa alle mie gambe disperato. Proprio per questo consiglio un graduale inserimento e un piccolo aiuto da parte della mamma. In caso di crisi o bisogno io la mamma la chiamo. Mi piange il cuore se un bimbo piange, se il pianto é da mancanza-mamma ovviamente. Altra cosa importante è lasciarsi guidare dall’educatrice e ASCOLTARE se da qualche consiglio.
Altra cosa fondamentale: se al distacco il bimbo piange ma l’educatrice dice che è il momento di staccarsi, la mamma dovrebbe andare. Senza voltarsi e magari farsi vedere turbata dal pianto con lacrime al seguito. Non sto dicendo che é facile, ci mancherebbe ma tutto é fatto per il bene del bambino. Se un giorno avrò figli miei dovrò rileggere questo post per auto-convincermi di quello che dico. La fatica è di entrambe le figure, mamma-educatrice ma con calma e pazienza il bimbo sarà contento e sereno.
Per ora incrocio le dita per la settimana prossima.. A presto Maestra Stella
Nella foto qui sotto ci sono alcuni armadietti dei bimbi all’ingresso.

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